Spoleto è una città che si scopre salendo. Arroccata su un colle a sud di Foligno, conserva strati di storia romana, longobarda e medievale, e regala alcuni dei panorami più spettacolari dell'Umbria. Da Rasiglia è una gita in giornata comoda: scendete verso Foligno e proseguite lungo la valle. Ecco i tre luoghi da non perdere.
La Rocca Albornoziana
In cima al colle domina la Rocca Albornoziana, la fortezza voluta nel Trecento dal cardinale Egidio Albornoz, incaricato dal papato di riaffermare il controllo sui territori dell'Italia centrale. Il progetto è tradizionalmente legato al nome di Matteo Gattapone, architetto di Gubbio. Massiccia all'esterno, con le sue torri e i suoi cortili, la Rocca ha avuto molte vite: residenza di governatori e pontefici, poi a lungo carcere, fino alla fine del Novecento.
Oggi, restaurata, ospita il Museo nazionale del Ducato di Spoleto, che racconta la storia della città e del suo territorio. Anche solo il giro esterno merita: dalla Rocca lo sguardo si apre sulla valle e sui tetti della città.
Il Ponte delle Torri, sospeso sulla gola
Ai piedi della Rocca parte una passeggiata che conduce al Ponte delle Torri, il simbolo di Spoleto. Si tratta di un ponte-acquedotto che scavalca la gola del torrente Tessino collegando la città al Monteluco: le fonti lo descrivono alto circa 80 metri e lungo circa 230, con una serie di arcate slanciate che sembrano sorgere direttamente dal bosco. Nella forma attuale risale in gran parte al Trecento, probabilmente su un'opera più antica.
Già nel Settecento colpiva i viaggiatori del Grand Tour: Goethe, passando di qui nel 1786, ne lodò la grandiosità. Camminarvi accanto, con il fondovalle che si apre sotto i piedi, è un'esperienza che non si dimentica.
Il Duomo di Santa Maria Assunta
Scendendo dalla Rocca verso il centro, a un certo punto la strada si apre su una lunga scalinata e, sotto di voi, appare Piazza del Duomo. È uno dei colpi di scena più belli dell'Umbria. La cattedrale di Santa Maria Assunta presenta una facciata con un grande rosone e un mosaico duecentesco firmato da un artista di nome Solsterno, preceduta da un elegante portico rinascimentale.
All'interno, il tesoro principale è nell'abside: le Storie della Vergine affrescate da Filippo Lippi, che morì a Spoleto nel 1469 mentre lavorava al ciclo, poi completato dalla sua bottega. Nella cattedrale si trova anche il monumento funebre del pittore. Luce, colori e figure dell'Incoronazione della Vergine nel catino absidale lasciano senza parole.
Come organizzare la giornata
Spoleto è una città stratificata, in cui ogni epoca ha lasciato la propria traccia. Passeggiando incontrerete chiese romaniche, palazzi nobiliari, scorci di mura antiche e piazze dove la vita quotidiana scorre tranquilla. Non serve inseguire ogni monumento: spesso il ricordo più vivo è quello di una terrazza affacciata sulla valle, del suono delle campane nel pomeriggio o della luce che scivola lungo la scalinata del Duomo. Concedetevi qualche sosta e lasciate che sia la città a guidarvi.
Spoleto si presta a un itinerario ad anello: salite alla Rocca, percorrete il giro verso il Ponte delle Torri, poi scendete verso il Duomo e proseguite tra le vie del centro, dove incontrerete anche testimonianze romane come l'Arco di Druso e il teatro antico.
- Il centro è in salita: per raggiungere la parte alta esistono percorsi meccanizzati che rendono la visita più agevole.
- Scegliete scarpe comode e portate acqua nelle giornate calde.
- In estate informatevi sul Festival dei Due Mondi, che anima la città con spettacoli e concerti.
Per altre mete raggiungibili in giornata consultate la pagina dei dintorni.
Rientrare in montagna dopo la città d'arte
Dopo Spoleto, la sera vi aspetta la quiete di Rasiglia: scoprite l'appartamento e scriveteci per le vostre date.